C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 110.

Bloccati in casa dall’emergenza sanitaria, ogni giorno postiamo rarità, curiosità, ritrovamenti…

come il cofanetto di cartoline giant size di Danijel Zezelj, una produzione  edizioni Petikat Zagabria/collettivo Piranha/ Live Rock Festival of Beer Acquaviva Siena, 2002. Tiratura 500 copie numerate.

 

boxer:

 

drummer:

 

vespa:

Danijel Zezelj intervistato da Claudio Ferracci al Quasar di Ellera, Corciano (PG) 2019:

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 109.

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…come un vecchio mazzo di carte da gioco dedicate a Max und Moritz, i due monelli protagonisti dei proto-fumetti di Wilhelm Busch.

Heinrich Christian Wilhelm Busch (15 aprile 1832 – 9 gennaio 1908) era un umorista, poeta, illustratore e pittore tedesco. Ha pubblicato racconti  illustrati (in una modalità che oggi definiremmo “a fumetti”)dal 1859, realizzando le sue opere più importanti intorno al 1870. Le illustrazioni di Busch erano riprodotte mediante incisioni su legno e, successivamente, zincografia.

Busch attingeva alla vita parrocchiale e cittadina contemporanea, satirizzando il cattolicesimo, il filisteismo, la rigorosa moralità religiosa e il bigottismo. La sua produzione era colorata e divertente, e introdusse l’uso dell’ onomatopea, dei neologismi e di altre figure retoriche tipiche di quello che anni dopo sarebbe divenuto il vero e proprio “fumetto”. La sua influenza sull’immaginario popolare portò l’autorità a censurare alcune delle sue opere.

Busch fu influente sia nella poesia che nell’illustrazione e divenne una fonte per le generazioni future di artisti del fumetto. La serie americana di strisce a fumetti per i quotidiani “The Katzenjammer Kids” (tradotta in Italia sul corriere dei piccoli come “Bibì e Bibò”) è stata ispirata da Max e Moritz di Busch, ma non è che una delle numerose imitazioni prodotte in Germania e negli Stati Uniti. Il premio Wilhelm Busch e il Wilhelm Busch Museum contribuiscono a mantenere la sua eredità. Il 175 ° anniversario della sua nascita nel 2007 è stato celebrato in tutta la Germania. Busch rimane uno dei poeti e artisti più influenti nell’Europa occidentale.

il mazzo “da quartetto” è contenuto in una piccola scatola di cartone, prodotto, stampato e imballato dalla fabbrica di carte da gioco Altenburger di Dresda. 

Il quartetto è uno dei più antichi giochi da tavolo al mondo ed è stato giocato fin dal 16 ° secolo. Ancora oggi in Germania il gioco è molto popolare tra i bambini e gli adulti, motivo per cui è considerato un gioco di famiglia. Ci sono innumerevoli variazioni e quasi tutti giocano il quartetto in modo leggermente diverso o nel modo tramandato di propri antenati. 

Sul dorso della scatola è riportata, stranamente, la pubblicità di un altro mazzo di “quartetto”, questa volta con protagonisti personaggi Disney. Quest’altro mazzo sembra prodotto invece dalla Schmid’s di Monaco di Baviera.

E’ probabile che la scatola quindi non sia quella originale ma che il mazzo sia stato conservato in ciò che resta di due scatole di mazzi diversi. La grafica e i materiali sembrano datare la produzione del gioco agli anni’50 dello scorso secolo.

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 108.

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per esempio alcune copertine originali della rivista olandese HUMO, illustrate nientemeno che da Joost Swarte!

1987:

 

1988:

 

1991:

Joost Swarte (nato il 24 dicembre 1947 a Heemstede) è un fumettista e graphic designer olandese. È noto soprattutto per la sua ligne claire (stile di disegno caratteristico di molti artisti dell’area Belgio-Olanda), un termine che ha coniato egli stesso. Negli ultimi anni ha realizzato molte illustrazioni e copertine per la rivista americana The Newyorker.

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 107.

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…come non apprezzare l’incantevole sapore retrò della collezione di cartoline “Tezuka Osamu Antique Cover Collections”? Eccone una selezione:

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 106.

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…come alcuni (sette su un totale di 10 pezzi) dei segnalibri pubblicitari realizzati da AlessandroDistribuzioni di Bologna in occasione dell’uscita degli albetti di Altai&Jonson, un piccolo capolavoro di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano.  La serie era avviata sul settimanale Corriere dei Ragazzi nel 1975 e si era poi conclusa nel 1985. 

da wikipedia:

Tiziano Sclavi crea una coppia di personaggi protagonisti di storie con un ritmo che ricorda quello dei telefilm. Lo stile della sceneggiatura è svelto e chiaro, supportato da moltissime didascalie che, senza appesantire la narrazione, la arricchiscono di battute, rimandi e di ammiccamenti al lettore. Per i disegni, Sclavi inizialmente voleva uno stile realistico, come disse successivamente egli stesso: “Altai & Jonson non sono nati per un disegno così, ma per un disegno serio”. Fu Barberis, allora direttore del Corriere dei Ragazzi, a indirizzare verso un tratto diverso. Questo fece si che, dopo le prime due storie, le successive avessero un carattere diverso essendo state scritte pensando allo stile Cavazzano. Sclavi, consapevole di scrivere storie per Cavazzano, le pensa adattandole allo stile del disegnatore. Cavazzano, per rendere il suo stile adatto all’atmosfera delle storie rende il suo stile umoristico più dinamico ed espressionista. Realizza così una delle sue opere migliori. Dà libero sfogo alle sue capacità realizzando prospettive ardite, personaggi che escono dalle vignette, panoramiche della città spettacolari, inseguimenti dinamici, rompendo il tradizionale layout della tavola da disegno costruendo vignette inedite per forma e dimensione. Realizzato in bianco e nero, la china e il tratteggio, nonostante il disegno caricaturale, fanno apparire gli oggetti fisici e reali. Sembra chiara l’ispirazione di Uderzo, il disegnatore di Asterix: l’ispettore Kennan sembra parente di Gaio Giulio Cesare. L’aver lavorato sulla serie per circa dieci anni fa si che si possano fare invecchiare i personaggi. rendendo l’atmosfera sempre più melanconica. Nell’ultima storia invece lo stile si evolve nuovamente, presentando linee piene e tonde, e portando le atmosfere a una nuova giovinezza. Le storie sembrano prendere spunto dai classici film e telefilm polizieschi americani con una coppia di indagatori. Sclavi, noto conoscitore di cinema, infarcisce le storie di omaggi e citazioni a grandi film non sempre molto noti senza però limitarsi a creare seriosi polizieschi ma raccontando il tutto con ironia e gusto per il grottesco. Il fumetto è destinato ad un pubblico di ragazzi e quindi il duo di autori privilegia l’aspetto comico delle storie. Negli episodi finali, i riferimenti cinematografici sembrano essere alle opere di registi come Mario Bava, Dario Argento, Robert Aldrich e Roger Corman.

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 105.

Bloccati in casa dall’emergenza sanitaria, ogni giorno postiamo rarità, curiosità, ritrovamenti…

…come il rarissimo albetto spillato a striscia “Marshall Mickey”, numero uno e rimasto per quanto ne sappiamo unico, allegato alla rivista FoxTrot delle “edizioni 50”, anno 1986. Si tratta di una delle sempre divertenti trovate di uno dei più eleganti disegnatori italiani, Marcello Toninelli, noto anche come soggettista e sceneggiatore nonché autore completo, editore e scopritore di talenti, e chi più ne ha più ne metta. Marcello si diverte ad immaginare che il tempo sia passato, anche nei fumetti, e con un’avvincente operazione-nostalgia ci mostra la vita dell’ex più giovane ranger del Nevada capitan Miki (storico e indimenticabile protagonista di avventure a fumetti dagli anni ’50 dello scorso secolo, opera del famoso trio EsseGesse) divenuto adulto e che, dopo lo scioglimento del corpo dei rangers, ha assunto la carica di Marshal della cittadina di Culverstone.

 

l’elegante “linea chiara” di Marcello:

 

l’operazione non è solo nostalgica, perché Marcello inserisce già nel primo episodio elementi alieni alla serie originale, come la morte di personaggi principali, il dramma della dipendenza da alcool (che nelle storie di una volta era un siparietto comico) e del sesso con l’eterna fidanzatina, insomma non è Miki (o Mickey) a diventare adulto, ma il fumetto.

Peccato che l’esperimento non sia andato avanti, ma come diceva Rodari “amo le storie che non finiscono”.

 

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 104.

Bloccati in casa dall’emergenza sanitaria, ogni giorno postiamo rarità, curiosità, ritrovamenti…

Mi sono già vantato del fatto che siamo stati gli unici in Italia a dedicare una stupenda mostra di tavole originali al compianto grande autore della scuola franco-belga Yves Chaland? Forse si. Ritrovata in cantina una sua vecchia pubblicità di un prodotto per la prima colazione, sempre elegante. Pagina pubblicata su “Le journal de Mickey” , il “Topolino” francese, presumibilmente alla metà degli anni’80. Purtroppo scomparso per un tragico incidente stradale a soli 33 anni, Chaland era nato a Lione nel 1957.

Grazie a Fernando Carnevali…

…per l’interessantissimo materiale donato alla nostra biblioteca.

Tra le altre cose:  alcuni introvabili numeri del supplemento a fumetti de “La città futura”, Bologna 1978

Sedici pagine formato A4, una volta al mese: difficile realizzare un prodotto indimenticabile, con queste prospettive. E infatti il supplemento a fumetti di La città futura indimenticabile non è. Importante sì.
Accanto a uno scatenato e quasi sempre presente Daniele Panebarco, nel primo numero debuttò Giorgio Carpinteri, nel quarto Vittorio Giardino. Ottime credenziali, insomma…
Poi il resto, a partire da quello che si ostinava a ritenere il più bel racconto di Moebius (Incubo bianco): Tardi, Chantal Montellier, Bodè, Claire Bretécher… oltre ad altri giovani italiani come Bruno Pegoretti e Stefano Federici.
In tutto uscirono otto numeri, Luigi Bernardi curò soltanto i primi sei perché, oltre a tante altre cose che gli sarebbero state molto utili per la professione di editore, l’esperienza La città futura gli insegnò che non basta lavorare con competenza e passione, occorre anche una “diplomazia” che quella no, non l’ha mai davvero imparata.
Tutto era cominciato grazie a Mauro Felicori, che di La città futura era vice direttore. Lui conosceva la sua passione fumettistica, e quando il giornale (il settimanale della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani, diretto da Ferdinando Adornato) decise di aprire uno spazio alla narrativa disegnata, lo chiamò. Lavorarono bene insieme, poi però lui fu sostituito da Gregorio Paolini e le cose andarono diversamente.
Quel contatto comunque, come spesso succede, ne generò altri. E dal supplemento fumetti di La città futura, appena sei mesi dopo, nacque la casa editrice L’Isola Trovata.

(dal sito luigibernardi.com)

 

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 103.

Bloccati in casa dall’emergenza sanitaria, ogni giorno postiamo rarità, curiosità, ritrovamenti…

SPOT n°2, albetto spillato in bianco e nero dato in omaggio ai lettori della rivista “L’Eternauta”, giugno 1990. L’intento, meritevole, era quello di dare spazio ad autori esordienti. Nella seconda di copertina bio e ritratti dei giovani artisti, con qualche sorpresa…

sotto: probabilmente la prima apparizione del celeberrimo Ratman di Leo Ortolani

sotto: un fumetto di una singola pagina di Patrizia Mandanici

sotto: la prima pagina di una storia di Massimiliano Frezzato

 

C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 102.

Bloccati in casa dall’emergenza sanitaria, ogni giorno postiamo rarità, curiosità, ritrovamenti…

oggi, 19 maggio, ritrovato un vecchio piccolo album di figurine allegato al n°1851 di Topolino, del 19 maggio 1991! Solo un collezionista dei più malati può pensare di collezionare l’album e le figurine staccate (le persone normali le incollano)! L’operazione si chiama “Più copertina che mai” e le figurine sono riproduzioni di una selezione delle copertine più iconiche (scelte tra le prime mille) del Topolino libretto.