C’è un tesoro in ogni dove…edizione TuttiaCasa 106.

Pubblicato da Morrilwen il

Bloccati in casa dall’emergenza sanitaria, ogni giorno postiamo rarità, curiosità, ritrovamenti…

…come alcuni (sette su un totale di 10 pezzi) dei segnalibri pubblicitari realizzati da AlessandroDistribuzioni di Bologna in occasione dell’uscita degli albetti di Altai&Jonson, un piccolo capolavoro di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano.  La serie era avviata sul settimanale Corriere dei Ragazzi nel 1975 e si era poi conclusa nel 1985. 

da wikipedia:

Tiziano Sclavi crea una coppia di personaggi protagonisti di storie con un ritmo che ricorda quello dei telefilm. Lo stile della sceneggiatura è svelto e chiaro, supportato da moltissime didascalie che, senza appesantire la narrazione, la arricchiscono di battute, rimandi e di ammiccamenti al lettore. Per i disegni, Sclavi inizialmente voleva uno stile realistico, come disse successivamente egli stesso: “Altai & Jonson non sono nati per un disegno così, ma per un disegno serio”. Fu Barberis, allora direttore del Corriere dei Ragazzi, a indirizzare verso un tratto diverso. Questo fece si che, dopo le prime due storie, le successive avessero un carattere diverso essendo state scritte pensando allo stile Cavazzano. Sclavi, consapevole di scrivere storie per Cavazzano, le pensa adattandole allo stile del disegnatore. Cavazzano, per rendere il suo stile adatto all’atmosfera delle storie rende il suo stile umoristico più dinamico ed espressionista. Realizza così una delle sue opere migliori. Dà libero sfogo alle sue capacità realizzando prospettive ardite, personaggi che escono dalle vignette, panoramiche della città spettacolari, inseguimenti dinamici, rompendo il tradizionale layout della tavola da disegno costruendo vignette inedite per forma e dimensione. Realizzato in bianco e nero, la china e il tratteggio, nonostante il disegno caricaturale, fanno apparire gli oggetti fisici e reali. Sembra chiara l’ispirazione di Uderzo, il disegnatore di Asterix: l’ispettore Kennan sembra parente di Gaio Giulio Cesare. L’aver lavorato sulla serie per circa dieci anni fa si che si possano fare invecchiare i personaggi. rendendo l’atmosfera sempre più melanconica. Nell’ultima storia invece lo stile si evolve nuovamente, presentando linee piene e tonde, e portando le atmosfere a una nuova giovinezza. Le storie sembrano prendere spunto dai classici film e telefilm polizieschi americani con una coppia di indagatori. Sclavi, noto conoscitore di cinema, infarcisce le storie di omaggi e citazioni a grandi film non sempre molto noti senza però limitarsi a creare seriosi polizieschi ma raccontando il tutto con ironia e gusto per il grottesco. Il fumetto è destinato ad un pubblico di ragazzi e quindi il duo di autori privilegia l’aspetto comico delle storie. Negli episodi finali, i riferimenti cinematografici sembrano essere alle opere di registi come Mario Bava, Dario Argento, Robert Aldrich e Roger Corman.