MORT CINDER

Pubblicato da Morrilwen il

“Ma il passato è morto come crediamo?” Un anziano antiquario compra oggetti del passato, ed il suo strano amico li riconosce, seppure antichissimi, per averli già avuti tra le mani durante la sua incredibile vita, perché egli è immortale. Può sembrare banale, ma nelle storie rievocate da Mort (così si chiama l’uomo eterno) siano esse risalenti alla costruzione della Torre di Babele, alla battaglia delle Termopili, alla tratta degli schiavi neri dall’Africa o alla prima guerra mondiale, c’è tutta l’umanità ed il suo dramma, illuminata dall’imperitura presenza di questo testimone profondamente umano, il corpo inossidabile al tempo ma che il tempo stesso ha dotato di una saggezza epica. Il fumetto è MORT CINDER (1962,Argentina), forse il capolavoro del disegnatore Alberto Breccia realizzato su testi di Hector German Oesterheld, scrittore ed editore (desaparecido nel 1977). Ed è nella storia “Gli occhi di piombo” che si respira una specie di anticipazione del terrore che l’Argentina avrebbe vissuto dopo pochi anni, del quale già Oesterheld ci aveva dato un assaggio con il suo capolavoro, “L’Eternauta”. Queste ed altre opere hanno fatto senza dubbio di Oesterheld il più importante scrittore di fumetti del’900. MORT CINDER é stato pubblicato in Italia innumerevoli volte in riviste (Il Mago, Mondatori anni ’70; Lanciostory, Eura Editoriale 1986), in parte negli Oscar Mondadori, in quattro volumi da ImagoLibri e quindi in volume unico da Glénat Italia, 1988, nella cvollana Eroi del Fumetto serie Oro di La Repubblica e in ultimo da Comma 22 (Edizione integrale), 2008.

Claudio Ferracci