In occasione di Umbria Jazz 2015 la Biblioteca consiglia: la storia (quasi vera) della vita di Barney Wilen e la blue note

“Boris ha la nausea. Si sporge dalla balaustra per riempirsi i polmoni di aria salmastra. L’idea è buona, ma il mare è troppo lontano: respira solo l’odore sciapo e dolciastro delle magnolie, macchie più chiare nell’ombra appena sotto di lui. Allora ci vomita sopra, mentre una sigaretta dimenticata gli brucia crudelmente le dita. L’orchestra suona “Besame mucho” in stile afrocubano. È una di quelle notti, e sta per finire”. È, questo, invece, l’inizio di Barney e la Blue Note, di Loustal che illustra e colora le suadenti parole di Paringaux: “Getta il fazzoletto, accende una sigaretta per togliersi l’amaro di bocca e porta il suo malessere – besame muuucho – a passeggiare tra le statue”.
Barney Wilen è uno strano individuo realmente esistito: parla ma solo attraverso note jazz soffiate nel suo sax, non le senti ma ne puoi percepire il suono ovattato, come se ti giungesse da lontano. Con Barney si percepisce una sensazione da pomeriggio di calura, quando le forze ti lasciano ma una brezza arriva a toccarti e ti senti di partecipare alla pacificazione col mondo in quel momento. Il jazz ti accompagna come un Caronte benefico. Ma non è così per Barney perché Barney è maledetto. Incantatore come le sue note, lo odi e lo stra-ami. Lui ricambia con odio: perché la realtà non è mai come l’immaginazione e lo delude sempre. Meglio vivere nella sua testa.

Loustal raffigura le scene di questa bande dessinée con colori vivaci e innaturali, utilizzando la tecnica pittorica dei primi del Novecento usata dai Fauves. Scene da spiaggia e caldo ma anche ambientazioni fumose parigine. Sigarette e passioni come tòpoi narrativi, Loustal è un Gauguin urbano.
Philippe Paringaux utilizza una voce fuori campo. I suoi personaggi non parlano se non attraverso i ricordi di questa voce, evocando più uno stile narrativo da romanzo letterario. E le parole sono secche come la vita di Barney, non ci sono fronzoli che ne abbelliscono i tratti, né una lettera inutile in più. Solo il necessario crudo e rude di una vita solo apparentemente senza amore.

Barney Wilen 1937 – 1996

 

Barney e la blue note, di Loustal e Paringaux, pubblicato da Comma22 nel 1994 (disponibile in biblioteca).

 

Marisa Davolo