Monthly Archives: maggio 2017

Il 31 maggio 1939 nasceva a Bologna Roberto Raviola, meglio conosciuto come MAGNUS

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Piccolo reportage dal MUNCHEN COMIC FESTIVAL- Monaco di Baviera 25/28 maggio

Location incantevole ma disertata dal pubblico, complice forse il clima bellissimo che ha caratterizzato il fine settimana, e certamente la presenza di un altro evento simile (German Comic Con) in altra zona della città non ha aiutato. Vero è che il German C.C. aveva soprattutto ospiti legati alle tv series, come Emily Kinney (The walking dead), Dean Cain(The adventures of Lois & Clark), Julie Benz (Dexter), Alfie Allen (Game of thrones) o R.J.Mitte(Breaking Bad), mentre non era così nutrito il cast degli autori di fumetti, sul fronte del quale il Comic Festival poteva vantare, tra gli altri:

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Nicolas Tabary, figlio di Jean Tabary, il creatore del gran visir IZNOGOUD

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Zerocalcare, e ogni presentazione è superflua, che autografava il suo COBANE CALLING

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Enrico Marini, autore svizzero (ma ha anche la cittadinanza italiana) creatore de”Le aquile di Roma”, “Gipsy”, “La stella del deserto”, “Rapaci”, “Lo scorpione”

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Dennis Kitchen, fumettista underground americano, ma anche editore (ha creato nel 1970 la mitica Kitchen Sink Press), agente, e fondatore del Comic Book Legal Defense Fund.

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Hermann Huppen, creatore di Bernard Prince, Le Torri diu Bois-Maury, Jeremia, Sarayevo Tango e molto altro (qui sta disegnando per un fortunato fan Jordan, il coprotagonista delle avventure di Bernard Prince, pubblicato il Germania con il nome di Andy Morgan)(foto copyright R.Belloni)

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Olivier Schwartz, fantastico ultimo erede della linea chiara francese, fortemente influenzato da Ives Chaland e Serge Clerc, autore con lo sceneggiatore Yann del volume “Gringos locos” in cui si racconta il viaggio compiuto dal trio di amici e colleghi Jijé, André Franquin e Morris negli Stati Uniti e in Messico, nel 1948. Un’avventura avvolta da un’aura leggendaria e di cui Yann ha messo insieme i frammenti per anni, riuscendo a chiarire – con affetto e ironia – alcuni aspetti di quell’epopea americana che ha tanto influenzato quei tre giganti della Nona arte europea. Disegnatore anche di importanti avventure di Spirou e Fantasio, ha dato vita alla saga, inedita in Italia, delle “Inchieste dell’Ispettore Bayard”, in collaborazione con lo scrittore Jean-Louis Fonteneau .

Sotto alcune immagini della mostra dedicatagli:

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Oggi Assisi saluta PINO ANTONELLI, artista, amico della Biblioteca delle Nuvole

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Pino Antonelli era nato a Roma nel 1955. Giovanissimo ha cominciato a disegnare fumetti, attività che lo ha visto impegnato negli anni d’oro delle pubblicazioni erotico-comiche (Lando, Zora, ecc.). Ha affiancato a questa attività quella di fotografo realizzando reportage destinati agli studi urbanistici dell’Umbria. Ha realizzato numerosi servizi fotografici per manifestazioni, riviste oltre che per libri, guide e cartoline. Nel 1995, in una fusione creativa tra le due attività, nacque “Storie a strisce”, ovvero la storia della fotografia a fumetti, pubblicata mensilmente dalla rivista FotoGraphia fino al 2000. In seguito si è dedicato alle esperienze multimediali, passando dalla multivisione alla realizzazione di video, CD-ROM, presentazioni e website. Ha lavorato come educatore presso il Convitto annesso all’Istituto Alberghiero di Spoleto. E’ stato fotografo del Calendimaggio. L’ultima uscita pubblica al Baccanale Caffè dove ha inaugurato la sua mostra “La luce dei tuoi occhi”. Lo staff della Biblioteca è vicino, in questo momento, alla famiglia e ai tantissimi amici di Pino.

Georges Prosper Remi nasce in Belgio, a Etterbeek, il 22 maggio 1907. ma il mondo lo conoscerà come HERGE’, padre di TINTIN.

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Chi non conosce il giovane reporter coi pantaloni alla zuava sempre in compagnia del fido Fox Terrier Milou? Comparso per la prima volta nel 1929 sulle pagine della rivista Le Petit Vingtième, fu interrotto solo nel 1983, alla morte dell’artista e per sua espressa volontà. Non tutti però conoscono la grande influenza che lo stile di Hergè ha avuto sul fumetto internazionale…

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…basti pensare ad esempio che Tintin si è guadagnato una citazione all’interno dell’episodio numero 407 (Mariti e coltelli) della serie di cartoni animati I Simpson.Il fumetto appare anche nella puntata (Nel nome del nonno), dove si scopre essere uno dei fumetti più amati da Bart Simpson.

 

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Nel 2011 è stato prodotto un film di animazione diretto da Steven Spielberg e prodotto da Peter Jackson, dal titolo Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno che trae ispirazione da 3 albi. Secondo le intenzioni degli autori questo titolo dovrebbe essere il primo di una trilogia.

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Qui sotto: il MUSEO HERGE’herge-musee

e a seguire un suggestivo omaggio a TINTIN, opera di Alberto BRECCIA.breccia-tintin

ENCUENTRO! Festa delle letterature in lingua spagnola a Perugia, dal 10 al 14 maggio! E giovedì 11 alle 18 incontro con ENRIQUE BRECCIA!

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il programma completo qui: http://www.encuentroperugia.it/

L’INCONTRO CON ENRIQUE BRECCIA (LE MIE STORIE DISEGNATE – E.BRECCIA RACCONTA LA SUA ARGENTINA E IL GRANDE ABBRACCIO TRA LETTERATURAE FUMETTO) SI TERRA’ PRESSO IL CINEMA MELIES, IN VIA DELLA VIOLA 1 E SARA’ CONDOTTO DA SERGIO ROSSI.

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TANGO FIAMMINGO

Che dire della condizione di figlio d’arte? Per alcuni un vantaggio, respirare arte fin da bambini, ma anche un cognome che apre molte vie professionali, per altri un problema, doversi misurare per sempre con un genitore geniale, senza poter evitare confronti…comunque è una condizione eccezionale. Eccezionale è la sorte della famiglia di Alberto Breccia, uruguaiano maestro indiscusso del fumetto mondiale scomparso nel 1993: tre figli, Enrique, Cristina e Patricia che sono disegnatori di fumetti! Ma la vera eccezione è l’autonomia stilistica di questi figli, che, soprattutto per quanto riguarda Enrique, non sembrano risentire dello stile di cotanto padre. Certo, direi che nessuno che si avvicini al disegno dei fumetti con la necessaria cultura può dirsi immune dall’influenza del grande Alberto, che però più che uno stile, un segno (seppure importanti, fondamentali) si può dire abbia lasciato ai successori una filosofia artistica, un’apertura. La forza del segno di Enrique Breccia, oggi forse il più importante autore argentino vivente, così slegata dal tratto paterno, così autonoma ed unica, sembra non avere debiti con chicchessia. Ma se proprio dobbiamo indagare delle influenze di Enrique, dobbiamo salire sulla macchina del tempo e andare tra la fine del quattrocento e gli inizi del cinquecento, nelle Fiandre. Qui troveremo le opere di Hieronymus Bosch e di Pieter Brueghel, i più originali pittori della scuola fiamminga, in quanto tra i pochi a non risentire in qualche modo dell’influenza dell’arte rinascimentale italiana ma proponenti nella propria pittura una visione fantastica e inquietante, a volte grottesca a volte popolaresca. L’umanità carnosa e grottesca, la fisiognomica del vizio e della virtù, le deformità dell’anima mostrate nel corpo, che negli antichi maestri erano quando rappresentazione di un popolo sofferente, quando strumento di dottrina religiosa e monito, sono adesso, nell’opera di Enrique, caratterizzazione dei personaggi, anche comprimari e comparse, che rendono corale la narrazione oltre a realizzare una particolare corrispondenza tra la grafia e la psicologia degli attori. Questa strana parentela emerge un po’ da tutto il lavoro di Enrique, in particolare nelle opere realizzate più liberamente, con minori restrizioni editoriali. Il corpo dell’opera di Enrique è formidabile anche dal punto di vista quantitativo, ed è inutile ricordare le sue opere più note che sono ormai storia del fumetto mondiale (si pensi ad Alvar Major, Robin delle stelle, La Soldadera, El Suenero…), o fanno parte anche della storia dei diritti umani, come la Vita di Che Guevara disegnata insieme al padre. Se oggi Enrique è una delle colonne portanti del fumetto americano”maturo”, con le sue prestazioni, oltre che per Batman e XMen, su testate importanti come Swamp Thing o comunque della linea Vertigo (vale la pena di leggere il suo Lovecraft edito da MagicPress), non si può dimenticare alcuni piccoli capolavori che hanno segnato la carriera e la continua evoluzione grafica di questo grande narratore per immagini:

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Bell’incontro, informale ma suggestivo, con OSCAR CHICHONI in occasione del corso di fumetto del mercoledì!

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Abbiamo parlato di disegno e di cinema, di illustrazione e di concept design. La curiosità per il lavoro di Oscar con Peter Jackson, Guillermo Del Toro e James Cameron era grande. La passione per il disegno e la comunicazione visiva era palpabile.

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L’8 maggio 1936 nasceva a Daisen, nella prefettura di Akira in Giappone, il maestro KOIKE KAZUO

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Forse il più grande scrittore di manga, tra le sue opere più conosciute LONE WOLF AND CUB (disegnato da Kojima Goseki) e CRYING FREEMAN(disegnato da Ikegami Ryoichi)koike-3

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Il 5 maggio 1905 nasceva a Kaysville (Utah) FLOYD GOTTFREDSON, il terzo papà di Topolino

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Noto soprattutto come il grande disegnatore delle strisce quotidiane che hanno contribuito a decretare la fama ed il successo di Topolino, Gottfredson iniziò a lavorare sulla seconda storia a strisce del topo più famoso del mondo, “Topolino nella Valle della Morte” (la prima, “Le audaci imprese di Topolino nell’isola misteriosa”, fu disegnata da Ub Iwerks e Win Smith su sceneggiatura di Walt Disney) e non solo dimostrò tutto il suo valore di cartoonist, ma anche di scrittore di testi per lunghe avventure.

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Si era presentato da Walt Disney per lavorare al cinema di animazione, e venne assunto il 19 dicembre del 1929, con uno stipendio di 18 dollari alla settimana, come intercalatore e assistente animatore, per poi passare alle strisce quotidiane di Topolino nell’anno successivo, proprio sotto le insistenze dello stesso Walt Disney, che gli assicurò che l’incarico sarebbe stato solo temporaneo. Invece Floyd disegnerà le strisce di Topolino per oltre 45 anni!

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Qui sotto una vignetta dei primi anni, che oggi sarebbe considerata quantomeno inopportuna:  Topolino tenta il suicidio.

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Il 3 maggio1988 il mondo perdeva uno dei suoi più grandi cantastorie: MILTON CANIFF.

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Creatore nel 1934 della serie a fumetti TERRY AND THE PIRATES, nel 1947 di STEVE CANYON, è considerato uno dei più importanti e influenti artisti della storia del fumetto mondiale. A lui si sono rifatti artisti del calibro di Jack Kirby, Romano Scarpa, Frank Miller e Hugo Pratt. Caniff non era unico solo nello stile grafico, che in realtà deve in parte al suo collega Noel Sickles, ma era assolutamente insuperabile come narratore, come creatore di trame intriganti e personaggi reali e moderni.

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Sopra, l’ultima sequenza del suo Terry, del 1946.

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